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Twitter per molti…

… ma non per me!
Almeno dopo un uso pressoché inesistente (3 giorni), posso affermare che il micro-blogging che offre Twitter non fa proprio per me!
Faccio già fatica ad aggiornarne uno di blog… 🙂

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Fossi nato 20 prima…

Avrei vissuto in prima persona gli avvenimenti che hanno portato alla fine dell’Amiga.

Purtroppo la mia curiosità su questo sistema operativo si limita a leggere con attenzione la recensione dell’ultima release software dell’AmigaOS 4.1. Peccato non disporre dell’hardware (e dei 105 € per la licenza) per poterlo testare personalmente… Peccato!

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La satira non è uguale per tutti?

A quanto pare no..

Finché quello pseudo-giornalista prende ironizza pesantemente contro i suoi avversari politici allora è una satira bella (?) e divertente (??????????); ma quando è lui ad essere preso di mira la cosa non è divertente… 

Disgustoso!

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Ci son cascato anche io

Esattamente! Anche io come molti di voi là fuori ci son cascato! Dove, direte voi? 

Ma nella grossa rete che è Facebook, no?

Son sconcertato dalla quantità di persone che mi avevano come amico prima ancora che mi iscrivessi! 😀

E, inoltre, mi pare strano avere un professore come amico……. 😀

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La programmazione olimpica della Rai fa schifo!

Son rimasto decisamente sorpreso nello scoprire che non solo a me ha fatto schifo la gestione delle gare olimpiche trasmesse dalla Rai. Son rimasto perplesso anche nel leggere la risposta piccata da parte del blogger di turno.

Perché ok, quando si insulta gratuitamente qualcuno si sbaglia sempre, ma penso che un barlume di ragione gli utenti, che pagano il canone, ce l’hanno!

Da parte mia trovo decisamente scorretto da parte dell’emittente Rai non aver trasmesso alcuna gara di pesi. La prova della nostra, sfortunata, Genny è stata mostrata solamente durante un Tg Olimpico. Giusto un cenno. Cosa ancor più grave, è che non si è detto nulla della prova di Dellino Vito, che ha stabilito due record nazionali. La prova di Boer Moreno è passata quasi inosservata, giusto un paio di alzate di strappo. Tutto qui. Decisamente troppo poco; sia per gli appassionati, sia per gli atleti.

Son riuscito miracolosamente a trovare i risultati (uomini e donne) divisi per prove sul sito della federazione, che tra l’altro ringrazio. Ha fornito un lavoro migliore e più completo rispetto sia alla rai (ma dai?!?), sia rispetto ad altri giornali sportivi. Gazzetta in primis.

Conscio del fatto che nessuno dei 4 atleti italiani reduci da Pechino leggeranno mai questo mio piccolo blog, colgo comunque l’occasione per ringraziarli per il lavoro svolto. Forse i risultati non sono quelli sperati, forse si poteva far di più, ma l’importante è l’esserci stati. L’importante è poter dire “c’eravamo anche noi”. Con buona pace di chi, invece, ha perso tempo correndo dietro ad altro… –.-

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Il più interessante file README di sempre?

Arriva direttamente da gnome-cups-manager. Il file README è per un front-ed grafico di Gnome per uno strumento che permette la gestione delle stampanti.

Come si legge nel post originale ci son altri README carini, ma quello della stampante triste lasciata sola nella foresta è quanto di più lolloso e demenziale mi sia capitato di leggere negli ultimi secondi. 😀

ROTFL 😀

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GNU/Linux, Windows e MacOS non giocano alla pari

È questa la conclusione raggiunta da Ryan Cartwright nel corso di un articolo pubblicato sul Free Software Magazine.

Nell’articolo citato vengono smotati alcuni falsi miti come la non semplicità di un sistema GNU/Linux, la mancanza di supporto ad un determinato hw, la babilonia di distribuzioni e così via… 

Le conclusioni a cui è giunto Ryan mi trovano completamente d’accordo:

Free software makes users participants again they are not mere consumers. Sure they may start out that way, especially if they migrate from Windows, but in my experience they usually learn pretty fast that this game has different rules. Rules which let them play instead of just spectate. So you can’t really say that because GNU/Linux is not addressing the needs of consumers it’s failing, because largely it’s not trying to. There is no free software marketing team, no advertising budget, no “mission statement”. Free software and GNU/Linux are simply there. Pick them up, use them if you want. If you don’t well that’s fine, it’s your freedom.

L’unico punto che non è stato toccato nel corso dell’articolo è il costo finale all’utente delle licenze software. In un panorama dove il mulo la fa da padrone il concetto di licenza software e quindi di pagare una licenza per utilizzare Windows è rispettato da pochi. Ed è (IMHO) la causa dell’uso in massa del sistema operativo di casa Microsoft.

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